Rata fissa meglio o peggio?
sabato, marzo 20, 2010 15:12
E’ più conveniente il tasso variabile o la serenità del tasso fisso?
Ce lo chiediamo in continuazione.
Per risolvere il dilemma hanno fatto la comparsa sul mercato i mutui a durata variabile.
Questa soluzione ha il pregio di esaudire due desideri.
La rata rimane costante anche se il tasso applicato al mutuo è variabile.
Le variazioni si ripercuoteranno dunque sulla durata complessiva, che potrà allungarsi o abbreviarsi.
Fino a qui sembra eccezionale!
Ma analizzando in profondità, questa soluzione presenta tuttavia qualche controindicazione, almeno in caso di rialzo dei tassi nei primi anni.
Per comprenderne la ragione bisogna rammentare che la rata di mutuo è composta di due parti : costituita una di capitale e una di interessi.
In un classico mutuo a tasso variabile, le quote di capitale restano quasi invariate, mentre quelle destinate agli interessi si adeguano, aumentando l’importo globale della rata.
Se il contratto prevede che quest’ultima non cambi, la conseguenza sarà una riduzione della quota capitale che dovrà fare posto alla più cospicua parte di interessi. Questo perché nei pagamenti rateali è necessario che tutti gli interessi maturati vengano interamente corrisposti ad ogni scadenza.
Ne conseguirà un rinvio del pagamento del capitale e quindi una più elevata esposizione media al calcolo degli interessi.
Se il mutuo è lungo e gli aumenti subentrano nei primi anni il risultato può rivelarsi più gravoso delle attese.




