Far chiarezza sull’Euribor
martedì, marzo 16, 2010 22:15
L’ Euribor è un tasso di riferimento calcolato ogni giorno per indicare il tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in Euro tra le principali banche europee. Rappresenta cioè la rilevazione di una situazione di mercato del momento ed il suo valore è sempre perfettamente aggiornato.
Il suo nome per esteso è : “Euro Interbank Offered Rate“.
Si tratta di un indice molto affidabile del costo del denaro, perché chi più delle Banche sa comprare e vendere soldi al prezzo giusto?
L’affidabilità dell’Euribor ha portato così la totalità delle banche a far riferimento ad esso per l’oscillazione dei mutui a tasso variabile che propongono.
- I TIPI DI EURIBOR
I tassi Euribor sono molteplici.
Vengono distinti secondo la durata (da quello a 1 settimana, a quello a 1 mese o a 6 mesi etc.) e il divisore (360 o 365).
La differenziazione per periodo è collegata alla durata del deposito.
Il denaro viene infatti prestato, come sappiamo, ancorandolo ad una scadenza.
Il tasso applicato ai contratti che prevedono la restituzione del prestito dopo un mese viene calcolato sull’”Euribor 1 mese“. I prestiti di durata semestrale dall’”Euribor 6 mesi“, e così via.
I tassi applicati cambiano in funzione delle previsioni sui mercati.
Con previsioni di aumento, gli Euribor riferiti alle durate più lunghe saranno più alti di quelli di minor durata. E al contrario con previsioni al ribasso.
Le banche solitamente emettono tassi riferiti alle medie degli Euribor; medie calcolate sull’andamento giornaliero dell’indice durante il mese solare precedente.
Dal punto di vista di chi fa il mutuo è quasi indifferente il riferimento ad un tipo di Euribor o ad un altro. Nell’arco degli anni i periodi al rialzo si compenseranno statisticamente a quelli al ribasso, azzerando la media delle differenze.
Tuttavia per individuare il parametro applicato al proprio mutuo servirà conoscere la definizione esatta dell’indice adoperato, cioè sapere se è un “Euribor 1 mese” oppure una “Media sull’Euribor a 3 mesi”, etc.
Solo così si potrà verificare il tasso applicato al mutuo in uno specifico momento.
Infine la distinzione del divisore 360 o 365 è esclusivamente matematica e riguarda la considerazione dell’anno commerciale di 360 giorni (12 mesi da 30 giorni) o quello solare di 365 giorni. Il tasso 360 è più basso di circa 5 centesimi.
La banca sceglie se adoperare l’uno o l’altro in funzione dei meccanismi di calcolo impostati sui propri sistemi.
- DOVE TROVARE L’ EURIBOR
Il vasto utilizzo dell’Euribor ha reso facilmente reperibile il suo valore.
Quasi tutti i quotidiani nella parte dedicata alla sezione economica riportano solitamente l’incidenza dei principali Euribor.
Per una consultazione di tutti i 38 tipi di Euribor bisognerà invece far riferimento alla stampa specializzata.
Il Sole 24 Ore, per esempio, li riporta ogni giorno all’interno dell’inserto Finanza e Mercati.
L’Euribor viene pubblicato tutti i giorni alle ore 11 dall’Euribor Panel Steering Committee, ovvero un comitato di esperti, che in base ai dati ricevuti dalle grandi banche, soprattutto europee, emettono l’elenco.
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- VARIAZIONI DELL’EURIBOR
L’Euribor è un indicatore del costo del denaro sensibile ai movimenti dei mercati.
Appena i mercati tendono al rialzo o al ribasso, immediatamente l’Euribor vi si adegua.
Per esempio se si prevede un aumento dei tassi tra tre mesi, gli Euribor a una settimana o a un mese resteranno piuttosto indifferenti, mentre quelli a tre o sei mesi punteranno subito verso l’alto.
Alla base i fattori che determinano le fluttuazioni dei tassi sono diversi e contrastanti.
Ad esempio per promuovere lo sviluppo si tende a contenere i tassi, si favorisce l’indebitamento e quindi gli investimenti delle imprese.
Un’economia che cresce troppo rapidamente al contrario può invece essere contrastata con l’aumento dei tassi di interesse, scoraggiando il ricorso al sistema.
Ma le leggi dei mercati sfuggono spesso alle volontà delle banche centrali, che il più delle volte non possono che adeguarsi alla situazione, provocata da squilibri internazionali o talvolta da ondate speculative vere e proprie.
Intanto l’Euribor resta lì alla finestra, sempre pronto a recepire qualunque segnale e ad adeguarvisi alle 11,00 del giorno successivo.
- EFFETTI DELLA SUA VARIAZIONE SULLA RATA
Le oscillazioni dell’Euribor si ripercuotono inevitabilmente sulla rata del mutuo a tasso variabile.
Ma attenzione l’effetto verrà recepito solo dal momento dell’aggiornamento e peserà unicamente sul debito residuo.
Qui dobbiamo introdurre il concetto di “epoche di revisione“. Cioè i giorni in cui periodicamente il mutuo si adeguerà alla variazione dell’Euribor, restando poi invariato fino al successivo aggiornamento. L’oscillazione Euribor riguarderà però solo il debito residuo, perché è su quello che si calcola la quota interessi che costituisce parte della rata.
- ESEMPIO:
Consideriamo un mutuo decennale di 100.000 Euro, al tasso del 3%, che corrisponde ad una rata mensile di 965,00 Euro.
Diciamo che dopo un anno, quando il capitale residuo sarà sceso a 91.300,00 Euro, sopravvenga un aumento dello 0,50%. L’incremento avrà effetto sul debito residuo e comporterà un aumento della rata di 21 Euro.
Lasciamo che passino altri 7 anni senza variazioni. Il debito residuo a quel punto si sarà assottigliato fino a 22.900,00 Euro. Incidendo su una quota di capitale modesta, un altro incremento dello 0,50%, pur se identico al precedente, comporterà un aumento di rata di soli 8 Euro.
Più o meno e con criterio assolutamente empirico si consideri che per ogni punto percentuale di variazione la rata mensile cambia dello 0,05% del capitale residuo (5 Euro ogni 10.000), quasi indipendentemente dalla durata del mutuo.





